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Gli Ospiti del Piacere
Pubblicato il 17-05-2010 da Redazione_Sara Stampa l' articolo

Ricordare e viaggiare attraverso il cibo, l'idea di piacere di Fior di frolla

Ricordare e viaggiare attraverso il cibo, l'idea di piacere di Fior di frolla
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Dopo alcuni giorni di pausa ritornano gli Ospiti del piacere: oggi Sara autrice di Fior di frolla ci racconta cos'è per lei il piacere vero.

Che cos’è per me il piacere, quello vero? Questa è la domanda che mi è stata posta da Voiello. Nessun dubbio sul fatto che un piacere per essere definito tale debba essere necessariamente qualcosa che mi faccia stare bene, che mi appaghi e generi in me una piacevolissima sensazione di benessere.

Potrei parlarvi della cucina o della fotografia, ma mi parrebbe quanto meno scontato, qualcos’altro non lo si può raccontare e quindi mi sento di dire che il sommo piacere per me è costituito dal buon cibo. Sì mangiare, avete capito bene.

Degustare lentamente ogni singolo boccone per coglierne l’essenza ed ogni sua sottile sfumatura, così come si fa per un buon vino ad esempio. Dapprima sono attratta dalla forma, dai colori e magari da una mise en place d’effetto, poi dai profumi e dai sentori che un determinato piatto emana; ma il momento più godurioso è sicuramente quello dell’assaggio, nel quale un’esplosione di sapori coinvolge corpo e mente, mandandomi, per un attimo, in estasi.
Ci sono pietanze, o anche solo semplici accostamenti di ingredienti, che hanno veri e propri poteri su di me, come quello di generare uno stato di profondo benessere confortandomi dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro o di rinfrancarmi il morale nei momenti un po’ più bui riappacificandomi con il mondo intero. E’ il caso di una buona zuppa calda e fumante, fino ad arrivare al classico, ma molto terapeutico, barattolo di crema alla nocciola nel quale affogare i propri dispiaceri.

Ma il cibo non è solo questo. Ha la capacità di far riaffiorare ricordi sopiti nei meandri del mio cervello per chissà quanto tempo; molto spesso infatti mi capita, anche solo attraverso un profumo o un sapore di un piatto, di ricordarmi di un particolare momento della mia infanzia, di ricollegarmi ad una persona cara o ad un dettaglio di una certa situazione.

Quando ad esempio assaggio una crema pasticcera la mia mente corre là, quando ero poco più che una bimbetta e trascorrevo i miei sabati pomeriggio con la nonna paterna, la quale per deliziarmi mi preparava sempre un piattino di questa bontà, piattino che veniva lasciato raffreddare, troppo a lungo per me tremendamente desiderosa di assaggiarlo, sul davanzale della finestra. Infine assaggiando certi tipi di piatti a volte riesco a viaggiare stando comodamente seduta al tavolo della mia cucina. Mi capita spesso infatti di sentire la nostalgia di un luogo conosciuto attraverso una vacanza o un viaggio, come le mie adorate Dolomiti tanto per citarne uno, e allora non c’è niente che me la faccia passare come cucinarmi, per poi goderne, un piatto di questa o quella tradizione culinaria, regionale o estera che sia.

La mia ricetta del piacere, quella che mangio con più desiderio in assoluto? E’ una scelta ardua devo dire, perché sono molto golosa sia del salato che del dolce, ma credo che per me non ci sia nulla di meglio di una torta al cioccolato, come questa al cardamomo con le pere intere. Ecco la ricetta:

Ingredienti per uno stampo da 24 cm di diametro:

  • 420 g di zucchero semolato
  • 5-6 pere abate
  • 175 g di cioccolato fondente
  • 75 g di farina 00
  • 6 uova
  • 100 g di burro morbido
  • 7-8 bacche di cardamomo
  • 8 dl di acqua
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1 pizzico di sale

Procedimento Sbucciate le pere, avendo cura di lasciare intero il picciolo, e tagliate appena un po’ la loro base in modo che possano restare in piedi. In una casseruola portate ad ebollizione 300 g di zucchero insieme all’acqua, mescolando affinchè lo zucchero si sciolga. Unite, facendo molta attenzione, le pere e fatele cuocere nello sciroppo per circa 15 minuti. Sgocciolatele e appoggiatele delicatamente su di un piatto.
Fate fondere il cioccolato fondente in una piccola casseruola a bagnomaria e fatelo intiepidire. In una ciotola capiente sbattete il burro morbido con lo zucchero semolato restante utilizzando le fruste elettriche fino ad ottenere una crema. Incorporate il cioccolato fuso, unite quindi i tuorli, poi la farina setacciata insieme al lievito e i semini del cardamomo (estratti dalle bacche e leggermente pestati in un mortaio), sbattendo con le fruste dopo ogni aggiunta in modo da ottenere un composto ben omogeneo. In un’altra ciotola montate a neve ben ferma gli albumi con il pizzico di sale, incorporateli delicatamente e in più riprese all’impasto facendo movimenti dal basso verso l’alto per non smontare il composto. Imburrate e infarinate uno stampo a cerniera da 24 cm a cerchio apribile e disponetevi all’interno le pere precedentemente preparate. Versatevi l’impasto tutto intorno cercando di livellarlo il più possibile.
Fate cuocere nel forno già caldo a 180°, statico, per circa 50 – 60 minuti, controllando sempre con la prova stecchino (che dovrà uscire asciutto una volta messo al centro del dolce). Se notate che la superficie della torta diventa troppo scura copritela con un foglio di alluminio. Lasciatela raffreddare all’interno dello stampo e quindi servite accompagnando, se gradite, con un ciuffo di panna montata non zuccherata.

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