Chef del piacere a Roma
Eccomi! Di colpo arrivo nella cucina di questa calda, chiacchierona, strade storte e trafficata Roma.
Un po’ in ritardo, mi rendo conto di aver interrotto: una partita di calcio? Rugby? Schierati in prima fila i tifosi Alessandro, Andrea, Antonio, sostengono il loro beniamino Robertonell’impresa Linguine alle vongole con crema di broccoli.
Lui è macho ai fornelli, barba pizzetto capello lungo e petto villoso… Io lo prendo per lo chef del gruppo ma vengo presto redarguita da Alessandro: “chiaro che pure noi sappiamo cucinare, diciamo pure che noi lavoriamo di più, lui c’ha più tempo, è informatore scientifico, noi abbiamo pure la prole, mò arriva anche a lui e vediamo…”. Venghino signori venghino! stasera virilità in cucina!
La tifoseria in giacca e cravatta non manca un colpo e Roberto offre ai suoi fan delle belle chicche. Perché hai scelto questa ricetta? “Estetica e palpabilità”… Non impalpabilità caproni! Abilità del palato…
Tra incitamenti e scatti di Iphone, passa la pasta da pentola a padella “questa è da immortalare”… E parte una serie di spadellamenti a due mani con il pentolone gigante che presto appagherà la tifoseria affamata “perché così favoriamo l’emulsione dall’amido della pasta al grasso dal fondo della vongola”. Ma dagli spalti non ci fanno parlare sul serio “ eccche è sta supercazzola!”
Roberto non si lascia distrarre, è un duro e impiatta prendendo a pugni il fondo del piatto perché la crema si uniformi, un professionista “eddacci du spaghi Rob!” Baci abbracci e soprattutto sonore pacche… Il piatto è pronto.
Tutte le foto di Roberto sono su Flickr.
Un vento freddo del nord ha portato da Livorno alla nostra cucina Shamira, biondi biondissimi capelli lunghi, grandi grandissimi fanali azzurri, montati su un viso quasi trasparente che alla prima domanda prende fuoco. La presenza della chef sovrasta gli ingredienti, riempie la cucina. Shamira & il basilico, Shamira & il pecorino, Shamira & i pistacchi, Shamira & i gamberi… Finchè tutto sparisce nel frullatore e torna ad essere solo lei la protagonista assoluta. Ora dedichiamoci alla pasta, enorme la padella in cui la chiara chef trasforma e lavora nerissimi spaghetti di seppia…
A Shamira servirà una mano con quel pentolone, ma lei non chiede, guarda, e lo chef Voiello accorre al richiamo dei fanaloni azzurri. Ehm… Mentre l’amica della chef in calzetti a righe arancioni nel bollente laboratorio culinario si distrae un istante con un bianco Virtù Romane freddo freddo (col quale peraltro stringerà una speciale amicizia nel corso della serata)… La chef del piacere zitta zitta compone un’opera d’arte: una base verde accoglie un nido nero con la cima rossa, tutto abbracciato da un girotondo di gamberi. Applauso.
Tutte le foto di Shamira sono su Flickr.
Angela è con noi non solo per regalarci le Farfalle alla crema di peperoni, ma per accoglierci nella sua storia e farci vivere la poesia del cibo. E di fronte a lei la mia penna arancione (intonata coi calzetti) non riesce a fermarsi… Sorridente e orgogliosa questa regina della casa si racconta. Per lei cucinare è portare avanti un testimone che le è stato passato dalla sua mamma, e lo fa con un libro, sul quale di volta in volta, anno dopo anno, annota a mano non solo le ricette, quelle collaudate, ma il modo in cui sono nate, le persone che le hanno trasmesse. E le parole che accompagnano il saper fare di Angela, vivono straordinariamente anche nella sua cucina, sui cui pensili annota poesie e citazioni. Incredibile, non sembra reale. D’un tratto anche noi siamo a casa sua, circondati da mobili antichi e mille cose che evocano ricordi… Rimango incantata dalla serena compostezza di questo personaggio d’altri tempi. Per lei cucinare è “unire sapientemente pochi e strani elementi”, ma soprattutto parlare, raccontare. E’ la signora del castello, che decide di dedicarsi di persona ad una cena per i suoi ospiti speciali e li ammalia con storie e ricette intorno ad un enorme camino scoppiettante. “Lo sapevate che le materie prime belle e perfette molto spesso non sono buone? I prodotti bruttarelli invece… Sanno nascondere sapori inaspettati”. Stiamo parlando di cibo?
Montalban dice che “Il cuoco è un mago che trasforma il cibo in sentimento…” è stato evidentemente ispirato da qualche Angela…
Tutte le foto di Angela sono su Flickr.
Molly-Molly, che io chiamerei Molly-Molly-Molly, è la donna dalle mille ricette. Già popolare nel gruppo Voiello, la sua presenza qui è solo una conferma che esiste veramente ed è soltanto una! Eppure onnipresente in molteplici forme culinarie. “chettedevodì, sono un abituè del web perché spesso in ufficio ho bisogno de staccà ‘a spina”. Quanti capolavori della cucina nasceranno alla scrivania? Naturalmente in pausa pranzo, sia chiaro. Intanto un magnifico pesce spada soccombe al bisturi di Mollie-Mollie-Mollie. “E’ la mia prima videoricetta sai? Di sti tempi bisogna impara’ affà tutto… E mò la piazzo subito su Facebook!” Assaggia il sugo… Buonissimo!!! Si autotenta in realtà, perché sta addieta, ma anche addieta se po’ffa qualcosa de bono no?
Tutte le foto di Monica sono su Flickr.
Noris arriva da San Benedetto dei Marsi, e da un post terremoto il cui spirito possiamo solo immaginare… Ci propone un protagonista inedito: l’ortica e la sua riabilitazione a verdura buona. Mentre ci parla di ingredienti di recupero, io non posso fare a meno di pensare ai materiali di recupero, al terremoto. E alla vitalità che sopravvive oltre le fatiche e che stasera ci viene offerta a forma di lumaconi pizzicati. Noris capelli corvini trasforma l’ortica con il supporto dell’apprendista stregone Marcello, lo chef Voiello. Trac! La rima!
I lumaconi vengono riempiti in modo rituale uno ad uno dal cucchiaino della chef, finchè l’aiutante non suggerisce timidamente il sac-a-poche. “Macchè figurati, non ce n’è proprio bisogno, faccio prima così”… Risponde lei. Ohi ohi ohi la guerra degli stregoni. Marcello orgoglio ferito estrae il sac-a-poche e concentra il suo sapere decennale sulla destrezza dello riempimento. Zum zum zum, 3 mosse e tutti i lumaconi riempiti. E la nostra cuoca, orecchie basse, si arrende all’oggetto ameno e decreta la vittoria del partner di ortica.




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