
Ed ecco un nuovo diario di viaggio!
Ecco il pullmino Voiello inerpicarsi sulle stradine del Levante Ligure per portare i sei vincitori alla scoperta della più autentica gastronomia di Genova e del Tigullio! La prima tappa del secondo itinerario del Piacere Vero è Sestri Levante, dove il signor Bo ci apre le porte del suo Antico Frantoio. Il gruppo ascolta rapito le parole del proprietario. La questione trattata ha la sua importanza: come riconoscere l'olio di qualità e, per una dimostrazione pratica, si passa all'assaggio. I due oli prodotti dall'azienda sono blend di cinque cultivar. Le due Baie è ottenuto con le prime olive della raccolta, Le Ginestre con le drupe leggermente più mature, ma entrambi danno una chiara idea di cosa significhi olio in Liguria: delicatezza ed eleganza. Dopo aver svaligiato le scorte di olio e sottoli del signor Bo, ci dirigiamo a Chiavari, la “città dei portici”, come qualcuno la chiama e, compiuti pochi passi nel cuore del centro storico, non facciamo fatica a capire il perché. E dai portici è ricavato il soffitto del locale che ci ospita per il pranzo, Vino e Cucina, dove l'insegna ci dà subito un'idea di quello che ci aspetta. L'insalata di polpo con pomodorini, fagioli cannellini, cipollotti e crema di rucola, si sposa perfettamente con il Vermentino Colli di Luni 2010 Poggi Alti S. Caterina, mentre, per accompagnare il risotto agli asparagi con formaggio S. Ste', il bravo oste propone un calice di Pigato Le Russeghine 2010 di Bruna. L'incontro con i vini della regione non finisce qui. Dopo una passeggiata sul lungomare ci rechiamo all'Enoteca Bisson dove ci aspettano un vassoio di focaccia genovese appena sfornata i vini dell'azienda Bisson: dalla Bianchetta, allo Cimixià, dal Ciliegiolo, alla Granaccia, i vini liguri sono una vera scoperta per molti del gruppo che, anche qui, non possono fare a meno di portare a casa qualche bottiglia. 
Dopo una doccia e un sonnellino al Romantik Hotel Villa Pagoda, immerso nel parco di Nervi, eccoci di nuovo in viaggio, stavolta verso il centro di Genova, dove, alla trattoria sulla salita sant'Anna, ci aspetta il primo evento Voiello. Si parte con un assaggio di Mezze maniche n°122 Voiello con calamari e asparagi che hanno riscosso successo fra la tavolata, così come il cappon magro, e la burridda di seppie con le patate, preparati come nella più autentica tradizione cittadina. Un piattino di canestrelli accompagnati dallo zabaione tiepido è la conclusione perfetta, soprattutto mentre il patron scherza sulla parsimonia dei liguri mentre ci offre traboccanti bicchierini di Moscato Passito.
La domenica non potrebbe cominciare meglio. Dopo un caffè veloce si parte alla volta del Forno di Albaro, che non è il proprietario ma il nome del quartiere. La fila al bancone promette bene e dimostra l'apprezzamento che il forno riscuote fra gli abitanti della zona. Ne siamo ancora più convinti dopo gli assaggi. Focaccia genovese classica, con le patate nell'impasto, con le olive, le cipolle e chi più ne ha più ne metta. Poi la focaccia tipo Recco, quella bassa col formaggio fuso all'interno, il cui unico rischio è non smettere più di mangiarla. Visto che non vogliamo rovinarci l'appetito decidiamo a malincuore di abbandonare la “questione focacce” per una passeggiata per le vie del centro di Genova.

Dopo una visita alla cattedrale di San Lorenzo e al palazzo Ducale, di nuovo in viaggio verso la Trattoria Bruxaboschi, un luogo pieno di storia e fascino, oltre che uno dei luoghi più significativi della cucina genovese. Sono 150 anni che le generazioni di una sola famiglia si avvicendano per offrire ai propri clienti sempre il massimo. Dopo una torta pasqualina da bis arrivano gli assaggi di pasta Voiello: Trenette Voiello condite con un pesto a regola d'arte arricchito da fagiolini e patate e Penne Rigate Voiello con asparagi e prescinseua appena stagionata (formaggio fresco dalla consistenza cremosa).
Segue il fritto misto composto da vari tipi di verdure, latte fritto e carne, uno degli emblemi della cucina della terra ligure. I più golosi assaggiano anche i dolci, dove la creatività prende il posto della tradizione, come nella ganache al cioccolato manjari Valrhona con biscotti alla nocciola e salsa alla gianduia. Dopo un veloce assaggio di piccola pasticceria è purtroppo tempo di saluti. Ma gli itinerari del Piacere Vero non finiscono qui... ci vediamo in Franciacorta.
Caterina Pamphili





