
Maremma che sapori!
Si rischia di perdere la testa tra i vigneti, gli uliveti, le pecore al pascolo che rivestono le dolci colline maremmane. È proprio il paesaggio mozzafiato il primo regalo del sesto Itinerario del Piacere Vero Voiello tutto dedicato alla scoperta dei sapori toscani targati Grosseto. E la prima fotografia si scatta a Montemerano, non appena varcato il cancello del Relais Acquaviva. Trenta ettari di vigne, ulivi e case in pietra curati con un gusto unico: è il paradiso terrestre. Da qui partiremo alla volta di caseifici, cantine e ristoranti, certi che al nostro ritorno sarà la natura a rigenerarci, oltre alla premurosa accoglienza di Fabrizio e Annalisa.
Primo assaggio? Il pecorino toscano, quello di Manciano ovviamente, in uno dei caseifici storici della zona, i Gretacci. La famiglia Carlucci al completo ci da il benvenuto in azienda. Alessandra fa gli onori di casa, ma ad entrare nel vivo della produzione del formaggio è Fiorenzo che alla bellezza di 75 anni regge da solo tutta la produzione aziendale. Ci racconta della sua ricotta, del freschissimo ravaggiolo per poi passare al pezzo forte della produzione, il pecorino con il Pecorino del Nonno in cima alla classifica. Si produce con latte crudo, proprio come lo faceva il nonno, e al momento dell'assaggio riusciamo a sentire le note vegetali che ricordano quelle del pascolo. Anche la ricotta difficilmente si dimentica, peccato solo che è l'unica che non riusciamo ad acquistare, non reggerebbe i due giorni di viaggio. Fiorenzo ci conquista, la sua Maremma ha un sapore unico. Formaggi alla mano saliamo sul pulmino, destinazione Sovana. Il borgo medievale circondato da splendidi siti archeologici etruschi ci sorprende. Rimandiamo una passeggiata al dopopranzo e ci lasciamo avvolgere dai profumi intensi che provengono dalla cucina del ristorante dei Merli. Il menu racconta la tradizione maremmana nella sua versione più autentica. Come nel caso della panzanella toscana con verdure croccanti o delle generose e succulente lasagnette al ragù di cinghiale: impossibile non finirle tutte. Ancora cinghiale per secondo, preparato con fave di cacao e accompagnato da croccanti patate al forno e verdure grigliate. Il dolce ci regala un piccolo ricordo dei pranzi della domenica di una volta: la torta Filomena (una nonna del posto) realizzata con biscotti bagnati nel caffè e mousse di ricotta con scaglie di cioccolato fondente. 
La passeggiata nello splendido borgo di Sovana continua nei vigneti dell'azienda Sassotondo in compagnia di Carla Benini ed Edoardo Ventimiglia. La vigna è cosa di Carla che è la nostra guida tra i filari di trebbiano, greco e ciliegiolo. Ci racconta la storia delle sue viti e approfitta per ripulirle un po' con fare esperto. In cantina ci accompagna Edoardo ed è sempre il bravo padrone di casa che conduce la degustazione dei suoi prodotti. Si parte con il Bianco di Pitigliano che in un solo sorso ci lascia assaporare tutta la mineralità del terreno in tufo. Passiamo al Ciliegiolo 2011, al Sovana 2010 per concludere in bellezza con il San Lorenzo 2008, il grande orgoglio della casa, prodotto da uve ciliegiolo di un antico vigneto che si affaccia su Pitigliano. Lasciarsi alle spalle casa Sassotondo è difficile, ma la cena ci aspetta. 
In occasione del primo evento Voiello del fine settimana Barbara Cannarsa, cuoca del ristorante La Filanda di Manciano, ha voluto fare le cose in grande. Si inizia con l'assaggio di Mezze maniche Voiello n. 122 croccanti ripiene con pappa al pomodoro e cialdina croccante di pecorino toscano: da leccarsi i baffi. Continuiamo nel solco della tradizione toscana rivisitata con gusto e creatività. Il fagottino di pere e pecorino fresco di Manciano con salsa al Vin Santo e il filetto di maialino fasciato con guanciale di cinta senese con pisellini freschi sono i piatti vincitori della serata. Durante la notte le vigne di Acquaviva ci cullano dolcemente.
Sveglia presto, pulmino blu carico di valigie: si parte. Direzione mare, Castiglione della Pescaia per l'esattezza. Ci concediamo un giro per il centro della famosa località vacanziera, scattiamo qualche foto con vista mare e ci godiamo la brezza leggera. 
Ad aspettarci per il secondo evento Voiello è Gianni Massai della Terra di Nello, lui e i suoi bravi cuochi ci hanno preparato un finale con i fuochi di artificio. Il ristorante che oggi accoglie piatti ben fatti e creativi al punto giusto, un tempo era una semplice casa di campagna, quella in cui Nello (il nonno di Gianni) accoglieva i suoi amici cucinando i prodotti del raccolto. In cucina i giovani Alessia Morabito, Tommaso Verni e Manuela Lucarini ci regalano un pranzo speciale. A cominciare dalle mezze maniche Voiello n. 122 con ragù bianco di coniglio su pancotto d'erbe condito con taggiasche e pomodorini, dai sapori delicati e perfettamente in equilibrio. Poi un patè di fegatini di pollo al Vin Santo con pan brioches da oscar, un goloso uovo a 65° con crudo croccante, pane fritto, fave e fonduta di pecorino e una porchetta di maiale che regala a tutti qualche minuto di religioso silenzio, semplicemente squisita. Dolce, piccola pasticceria e saluti. Qualcuno pensa già a ritornare in Maremma, qualcun’altro allo spuntino della sera con uno dei prodotti acquistati in viaggio. Noi ci rivediamo a Macerata! 




