
Ed eccoci arrivati all'ultimo itinerario del Piacere Vero Voiello. Dopo aver toccato nove regioni italiane e la loro essenza più vera, il cibo e il vino, arriviamo in Sicilia, a Palermo, e i colori non sono mai stati così brillanti e i sapori non sono mai stati così intensi. Dopo le presentazioni all'Hotel Plaza Opèra, proprio dietro piazza Politeama, si parte alla volta di Partinico per visitare l'azienda Cusumano, un luogo che emana amore per la terra di Sicilia. Ci accoglie Alberto Cusumano, un padrone di casa dalla grande vena comunicativa, che ci apre le porte della sua azienda e ci inizia ai segreti dell'imbottigliamento. Tutti rimangono colpiti dalla tappatura in vetro e dal numero di bottiglie che in un'ora possono essere lavate e riempite, addirittura 7000. Alberto ci mostra le barrique e ci racconta quanto siano delicati i procedimenti di ogni fase della produzione. Arriviamo infine al momento della verità, quello in cui il vino si esprime da solo, il momento della degustazione. Il fresco Insolia 2011, l'apprezzatissimo Angimbè 2011, il profumatissimo Cubìa 2010 per i bianchi, Benuara 2010 e Nero d'Avola 2008, due vini di spessore, per i rossi.
Il sole è caldo, sembra vicinissimo e per fortuna qualche soffio di vento ci dà la carica per proseguire il viaggio verso Terrasini dove un tavolo al ristorante il Bavaglino ci aspetta sotto l'ombrellone insieme ad Andrea Paduano, un maitre che unisce professionalità e simpatia. Il gambero di nassa crudo, patata battuta e pachino è la splendida e profumata entrata con cui lo chef Giuseppe Costa ci accoglie alla sua tavola. Poi la classica insalata di mare e la gustosa pasta con le sarde rivista in versione fresca e ripiena. Segue il saporitissimo pescespada con acciughe e crema di piselli, piatto saporitissimo ed equilibrato. I dolci, poi, sono la degna conclusione. Buona la crema di frutto della passione, meglio ancora la nuvola di cassata, sicuramente più apprezzata della sua sorella classica dopo un pranzo tanto ricco. Dopo una veloce passeggiata lungo il mare di Terrasini che si infrange sul precipizio sotto di noi, eccoci di nuovo a Palermo, dove palazzo Branciforte ci accoglie fra le sue sue fresche stanze. Appena ristrutturato dall'architetto Gae Aulenti, si mostra subito come quello che è, uno spazio multifunzionale: alcuni elementi del museo, come le stanze dell'ex monte di pietà dei poveri, la stanza della biblioteca e le nuove cucine delle scuole del Gambero Rosso dove a settembre inizieranno i corsi. 
Qualche ora di relax e poi il pulmino punta dritto verso l'Osteria dei Vespri, un luogo reso magico dalle luci soffuse e dall'atmosfera della Piazza Croce dei Vespri. Stuzzica l'appetito uno spumante rose Murgo, prodotto sull'Etna e servito dalla preparatissima e professionale sommelier Marianna. Ma ecco che si alza il sipario sul primo evento Voiello dell'ultima tappa e le danze si aprono conmezze maniche Voiello con i tenerumi, frutti di mare e pomodoro fresco. Un piatto dal gusto semplice e molto vegetale, sia per i tenerumi (foglie della zucchina lunga siciliana), sia per il pomodoro. Poi arrivano i Vermicelli Voiello con la seppia e il suo nero con la cipolla rossa e le proteste si alzano dal tavolo: «è talmente buona che ci vorrebbe una porzione doppia!» Esclama Fabio. Ma per fortuna si prosegue sulla stessa linea con un fantastico antipasto di cozze ripiene con lenticchie di Ustica e con i raviolini di ricotta al forno con zucchina fritta e bottarga, piatti che colpiscono per l'armonia dei sapori. Ma ancora, sgombro allo sfincione, pre-dessert di crème brulée al mandarino e cassatina al forno. Sazi e contenti ci alziamo da tavola e già si parla del programma del giorno successivo.
La decisione di non mangiare nulla per colazione ci ha portato a passo spedito verso la meta sicura dei dolci siciliani, Spinnato. Ai tavoli al centro della piazza assaggiamo granite con brioches, cassate e cannoli, ma sappiamo che il secondo evento Voiello ci aspetta di lì a poche ore e riusciamo a controllarci quanto possibile. Ed ecco dopo un giro alla maestosa cattedrale e un altro al coloratissimo mercato di Ballarò, che arriviamo all'Officina Bye Bye Blues, dove lo chef Filippo Ventimiglia ci accoglie nel cortile interno di un lussuoso palazzo del centro di Palermo. Il secondo evento Voiello ha inizio con ifusilli bucati corti con alici alla palermitana, un piatto classico ma originale al tempo stesso per l'utilizzo della crema di porri e zafferano. Qualcuno lo definisce il miglior piatto dell'itinerario, ma ancora non abbiamo assaggiato lemezze maniche Voiello alla Norma con crema di melanzane, «vogliamo la ricetta!», si rivolge allo chef Annamaria e lui ci accontenta, spiegandoci i segreti del sugo e della scelta della pasta. Poi, il tortino di patate, polpo e tenerumi lascia tutti senza parole, così come la ricciola con insalata tiepida e il tiramisù al cioccolato bianco e fragole. Caffè, amaro e via! È l'ora dei saluti, stavolta quelli veri. Grazie per averci seguito in questo splendido viaggio fra i cibi e i vini d'Italia!





