Guest blogger: Anna Luisa e Fabio di Assaggidiviaggio
Ospitiamo oggi Anna Luisa e Fabio i due blogger di Assaggidiviaggio che abbiamo conosciuto durante l'incontro Voiello a Napoli dedicato al pesce azzurro. In questo loro post ci parlano del carciofo violetto di Schito, tipico della loro città.
A volte ci capita di pensare a quanti ottimi prodotti esistano nel nostro Paese, dai formaggi ai vini, per passare attraverso frutti e verdure di varie specie.
Anche la nostra città, Castellammare di Stabia, ha un prodotto d'eccellenza, che è stato nominato anche presidio Slow Food: il carciofo violetto di Schito. Un carciofo che pare fosse coltivato già al tempo dei Romani e che prende il nome dalla frazione di Castellammare dove viene maggiormente coltivato, Schito appunto.
Questo fiore è facilmente distinguibile dagli altri per il colore violetto e per la caratteristica di essere coperto da una ciotolina di coccio durante la sua crescita, per proteggerlo dalle intemperie e conferirgli le caratteristiche forma e colore.
Il periodo di maggior consumo del carciofo di Schito è sicuramente a Pasqua, quando su ogni tavola locale non può mancare, preparato in diversi modi. Sovente esso viene semplicemente imbottito di prezzemolo, aglio e peperoncino e, dopo essere stato condito con olio e sale, viene arrostito sulla brace, facendo in modo che i carciofi, messi gli uni vicino agli altri, restino all'impiedi.
Questo contorno è una vera ghiottoneria conosciuta purtroppo in poche regioni d'Italia ed è una preparazione in cui forse questo carciofo da il meglio di sé.
Esso però si presta anche alla preparazione di altri piatti che spaziano dall'antipasto al secondo, passando per dei gustosissimi primi. Quest'oggi ho scelto di presentare il carciofo di Schito abbinato con i fagioli bianchi, in un connubio poco usuale, ma capace di donare un piacere vero.




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