Skip to main content
La Parola al Sommelier Voiello
Pubblicato il 29-03-2011 da redazione Stampa l' articolo

I vini di pianura

I vini di pianura
Foto di Planeta
Condividi

In attesa del nostro incontro milanese dedicato alla cucina di pianura, abbiamo pensato di chiedere al nostro esperto sommelier, Francesco, di raccontarci qualcosa non sulle ricette di pianura, bensì sui vini!

*

Le analogie tra vite e uomo hanno un qualcosa di meraviglioso.
Scrittori, poeti, filosofi e contadini hanno da sempre trovato dei curiosi paralleli: la capacità di adattamento, la profondità e l’attaccamento alle radici, il periodo di vita, la determinazione nel dare il meglio di sé nei momenti di difficoltà, la saggezza e la pacatezza dell’età.
A volte queste analogie sono anche fisiche: con le sue due facce – una liscia l’altra un po’ ruvida – la foglia della vite ricorda straordinariamente la forma di una mano; le cinque nervature principali con i rispettivi “lobi” somigliano, anche per dimensione, al palmo con le cinque dita.
Predominante è però l’aspetto sostanziale del vino grazie alle sue proprietà nutritive, energetiche, curative.
E’ imbattibile il potere socializzante, il dono dell’ebbrezza, della perdita di coscienza e dell’estasi, tutti elementi che toccano gli strati più profondi dell’anima degli uomini. Le divinità dell’antichità in Roma e Atene, Bacco e Dioniso, testimoniano un’importanza superiore, soprannaturale, allo stesso tempo estroversa e simbiotica nei confronti dell’uomo. Vino uguale uomo, uomo uguale vino.

Il processo di trasformazione da uva in vino è spesso vissuto come un rituale, la cantina è un luogo cultuale avvolto dal mistero nel quale agiscono forze cosmiche ignote e inaccessibili.
Il solco che seguiamo oggi – è un piccolo segreto che vorrei condividere – è proprio questo: leggere e capire un luogo attraverso il vino, sino ad arrivare alle persone che l’hanno prodotto, cercando nel vino stesso la personalità, i modi di fare e di essere di colui che vive quel territorio.
Con questa chiave di lettura è possibile affrontare l’analisi di un vino in modo divertente ma anche sufficientemente preciso. E’ come vedere, annusare, assaporare un luogo, parlare con coloro che lo abitano, frequentarli, vivere le loro singolarità caratteriali, anche i loro difetti. Insomma, è un’indagine psicologica nella quale – data l’impossibilità del contatto diretto – il vino si pone nella posizione di intermediario, interprete e traduttore del luogo da cui proviene utilizzando tutta la sua "fisicità".

Trattando il tema del "vino di pianura" o di bassa collina, ci sono analogie caratteriali tra il vino e il temperamento degli abitanti, persone aperte, piacevoli, pratiche, lavoratori e amanti del buon vivere, della semplicità, della convivialità, delle lunghe conversazioni.
Gli esempi in Italia non mancano, ed anche all’estero si potrebbero indicare dei casi espressivi nei quali il vino è lo specchio dei luoghi e delle persone.
Si prendano ad esempio il Lambrusco nel modenese, i super-toscani della Maremma, le pianure e le colline attorno Verona, i vini della pianura del Metaponto, ma anche il lago Neusiedlersee in Austria, o della grande pianura ungherese oltre il Danubio, limitata dai fiumi Danubio e Drava con i suoi bellissimi dossi sabbiosi di Bugac e le terre salmastre di Hortobagy, o ancora il tratto di terra a ciottoli tra i fiumi Dordogna e Gironda che hanno fatto la fortuna della città di Bordeaux. Che dire poi di Sauternes e della sua "muffa nobile"?
Sono tutte terre assolate, rigogliose, capaci di dare ora vini semplici, fragranti, immediati e di grande facilità di beva, ora vini imponenti, monumentali, ricchissimi di materia estrattiva.
Sono due stili accomunati dalle medesime caratteristiche di morbidezza espressiva del vino, di generose rotondità, e di capacità di entrare rapidamente in sintonia con il degustatore e di concedersi con un sorriso, senza troppe fumisterie.
E’ anche il caso di Planeta con il Cerasuolo di Vittoria, un vino che utilizza uve nero d’Avola e frappato. Il mare non è lontano, la terra è sabbiosa e di un colore rosso vivo. Il vino è aperto, solare, generoso, flessibile, perfetto per ogni abbinamento. Morbido e con pochi tannini, si concede subito, evocando quei tipici sentori floreali e balsamici di cui è intrisa l’aria della costa sud della Sicilia.


 

0 commenti
0 commenti

Commenti

Scrivi un nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <img> <div>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

CAPTCHA
Questa prova serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
Image CAPTCHA
Enter the characters shown in the image.

Le rubriche del V. Magazine