Parliamo di "fotocibografia" - 10
E siamo già arrivati all'intervista numero 10! Nuovamente la protagonista di oggi è un'italiana che vive all'estero, più precisamente in Germania. Oggi parliamo con Alex di Foto e Fornelli che ci racconta della sua passione per gli ingredienti crudi e delle foto realizzate sul suo balcone.

Quando prepari la tua ricetta, pensi già a come andrai a realizzare la foto?
Solitamente l’idea per la foto nasce in fretta, poco prima di impiattare. Ho una serie di tavole colorate e di stoffe che uso come sfondo per le foto e scelgo al momento quelle che mi sembrano più adatte al tipo di piatto cucinato e ai suoi colori. Non ho mai preparato una ricetta esclusivamente per fotografarla, ma fotografo quello che mangio e quindi i tempi sono quelli che sono. Dedico invece molto più tempo alla fotografia degli ingredienti nudi e crudi, un genere di immagini che mi appassiona più del cibo cotto.
Quanto è difficile fare foto con il cibo? Qual è la cosa che conta di più in questo genere di fotografia?
La difficoltà, se non consideriamo quelle prettamente tecniche, secondo me sta nel trasmettere l'atmosfera che circonda il piatto, l’atmosfera in cui lo si è mangiato. Non amo molto le foto di cibo studiatissime, quelle con lo spaghetto perfettamente attorcigliato e lucidato, per intenderci. Preferisco invece le foto di cibo più genuine, anche un po’ disordinate, vissute. Quelle che ti fanno immaginare ciò che si cela dietro alla foto. È chiaro poi che ci sono cibi che richiedono un’ambientazione più elegante e raffinata, che si può giocare con i contrasti tra cibo e ambientazione, ma l’importante per me è trasmettere l’atmosfera.
Nella tua vita nasce prima l’amore per la cucina o per questo tipo di immagini?
Assolutamente la cucina. La passione per i fornelli e per il buon cibo mi è stata trasmessa da mia nonna. Passavo giornate intere con lei in cucina, le facevo da aiutante e tutto quello che so lo devo a lei. Mi ha insegnato a cucinare "a occhio", motivo per cui oggi mi trovo in difficoltà ad indicare dosi precise sul blog, perché mi dimentico sempre di pesare gli ingredienti.
La passione per la fotografia è nata circa quattro anni e mezzo fa, in un periodo un difficile della mia vita. Non avevo mai posseduto una macchina fotografica e non mi ero neanche mai interessata di fotografia. Di punto in bianco decisi di farmi un regalo comprandomi una reflex e da quel momento è diventata una fedelissima ed irrinunciabile compagna. In quel periodo seguivo i primi foodblog e da lì il passo alla fotografia di cibo e al blog è stato breve.
Puoi raccontarci come hai realizzato questo scatto, il perché della scelta dell’ambientazione.
L’ambientazione è la stessa di quasi tutte le mie foto: il mio balcone. La foto è stata scattata verso sera, c’era poca luce e ho dimenticato di fare il bilanciamento del bianco. Infatti risulta leggermente azzurrina, un effetto non voluto, ma che secondo me alla fine ci sta bene. Ho scelto una tovaglia antica che mi è sembrata adatta ad un ingrediente nobile come l'astice. Normalmente non uso decorazioni sui piatti, ma il limone doveva dare un tocco di raffinatezza in più.
Come mai hai scelto questo formato di pasta?
I tagliolini li ho fatti in casa, prediligo in genere la pasta lunga. Al sugo d’astice ho voluto abbinare un tipo di pasta meno rustico della tagliatella e quindi ho optato per i tagliolini. Se non avessi fatto la pasta in casa avrei scelto delle linguine.




Commenti
brava Alex :))
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