Parliamo di "fotocibografia" - 11
Sara di Fiordifrolla è la protagonista di oggi e personalmente ritengo che non potesse proprio mancare all'appello di questa rubrica.
Le sue foto sono molto luminose e "avvolgenti" e molto spesso ti fanno desiderare di avere proprio quel piatto di pasta per pranzo. Dato che trovo che le sue foto siano "ispiranti" le ho chiesto di condividere con noi qualche altro scatto, non solo pasta. Che ne dite?

Quando prepari la tua ricetta, pensi già a come andrai a realizzare la foto?
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Dipende. A volte ci penso durante la realizzazione della ricetta, in modo da tenere conto di eventuali necessità che potrei avere al momento dello scatto (come alcuni ingredienti da conservare per decorazione, in questo caso i pomodorini gratinati ad esempio); altre volte invece mi lascio ispirare dal risultato finale di quanto ho cucinato (colori, consistenze e forme) e improvviso.
Quanto è difficile fare foto con il cibo? Qual è la cosa che conta di più in questo genere di fotografia?
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A mio avviso è molto difficile, io stessa ci impiego molto tempo e non sempre sono soddisfatta del risultato. Bisogna infatti sempre prendere in considerazione molti fattori, quali la luce (io, in base ai miei mezzi, scatto solo con luce naturale), la composizione, gli abbinamenti tra i colori e, aspetto fondamentale secondo me, fare in modo che chi guarderà lo scatto desideri a sua volta effettivamente di cucinare e mangiare quello che vi è stato immortalato.
Nella tua vita nasce prima l’amore per la cucina o per questo tipo di immagini?
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Senza dubbio quello per la cucina, mi muovo infatti tra i fornelli sin da quando ero una bambina. L’amore per la fotografia è invece molto più recente, essendo nato insieme al mio blog per il forte desiderio di rendere appetibile, desiderabile e maggiormente presentabile quello che cucino. Anche se ormai entrambe queste profonde passioni rivestono per me la medesima importanza.
Puoi raccontarci come hai realizzato questo scatto, il perché della scelta dell’ambientazione?
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Essendo questo un piatto di pasta estivo, con i pomodori e dai sapori tipicamente mediterranei, ho pensato di utilizzare un canovaccio blu e bianco, che trovo ricordi molto il mare, l’estate, e che si abbini sempre molto bene al rosso. Ho cercato inoltre di rendere quanto più luminosa possibile l’ambientazione per ricreare le condizioni di luce che sono tipiche di questa stagione, immaginando di tornare a casa per pranzo e di trovare questa graziosa ciotolina ancora fumante ad aspettarmi sul tavolo vicino alla finestra. Per dare maggior senso di movimento ho infine disposto le linguine in modo che formassero delle piccole volute, abbracciando morbidamente i pomodorini gratinati.
Come mai hai scelto questo formato di pasta?
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Le linguine, insieme ai fusilli, sono uno dei miei formati di pasta preferiti, non solo per la loro conformazione (ho un debole per la pasta lunga) e per la proprietà di essere completamente avvolte dal condimento, ma anche perché si prestano molto bene ad essere disposte nel piatto con stile per poi essere fotografate.
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Commenti
Brava Sara, le fotografie invogliano veramente a mangiare tutto ciò che cucini.
Bell'intervista!
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