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Sguardi Golosi
Pubblicato il 13-09-2011 da Sonia Figone Stampa l' articolo

Parliamo di "fotocibografia" con Alessandro

Parliamo di "fotocibografia" con Alessandro
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Oggi sono un tantino emozionata nello scrivere l’apertura dell’intervista perché parliamo con un fotografo che stimo e seguo da sempre su Flickr, un uomo che non si limita a fotografare il cibo, ma “dipinge” le sue foto rendendole quasi dei quadri rinascimentali (combinazione, lui stesso cita Raffaello più sotto :-)). Oggi ci racconta la sua immagine Alessandro Guerani, per chi ancora non lo conosce, un fotografo professionista specializzato nel food.

Come mai hai scelto di fare il fotografo prevalentemente food?

Quando si decide di fare fotografia professionalmente bisogna anche capire in che campo specializzarsi ed ha senso specializzarsi in quello che si ama. Stante che per fare il fotografo di fashion c'è la fila, sai tutti pensano a modelle, soldi, ecc, ho pensato di optare per la seconda cosa che amo di più: la cucina.

Quali pensi siano le differenze tra fotografare una modella, un piatto di pasta o realizzare un reportage (ovviamente se per te ci sono differenze)?

La cosa in comune di tutte queste diverse situazioni è che il fotografo deve comunque raccontare una storia attraverso le sue immagini, o almeno impostare un mood che stimoli la fantasia di chi guarda le immagini. Poi a seconda del soggetto si scelgono diverse tecniche o punti di ripresa, si costruiscono set, si selezionano i luoghi, insomma tutto un lavoro abbastanza simile a quello che fa uno scrittore, solo che in questo caso si devono usare appunto le immagini e non le parole. Ma di base rimane sempre il racconto il punto cardine di ogni foto, per questo il fotogiornalismo "puro" non esiste e non esisterà mai. Il solo riprendere una scena da un angolo piuttosto che da un altro, o inquadrare una cosa invece che un'altra può trasmettere un messaggio completamente diverso.

Come hai realizzato lo scatto di apertura e perché hai scelto proprio quel tipo di pasta?

Beh il tipo di pasta era obbligato stante che si tratta di una delle ricette "totem" della cucina regionale italiana: la pasta alla carbonara. Ok, si può fare anche con altri tipi di pasta (come i rigatoni) ma gli spaghetti sono la morte sua, diciamolo.
Lo scatto di per sé non è niente di complicato, quello che volevo raccontare era appunto sia la semplicità e la bellezza del piatto, sia portare l'attenzione sul guanciale e sul "condimento" di uovo, che sono gli elementi distintivi della ricetta, per cui ho scelto per il set tovaglie e piatto dai colori neutri. Il bicchiere di vino serve a contestualizzare ulteriormente la ricetta portando chi vede a immedesimarsi nella situazione di averla pronta davanti a lui per essere mangiata. Per lo stesso motivo è stata inserita la forchetta, dà a chi guarda l'impulso di afferrarla oltre che, compositivamente, aiuta a portare lo sguardo al centro del piatto. L'attenzione ai dettagli è spesso quello che fa la differenza fra un buono scatto ed uno così così, in questo caso la cosa su cui ho lavorato di più è stato settare le luci in modo da avere un riflesso pulito sulla forchetta: sembra una sciocchezza ma una forchetta che avesse "sparato" la luce avrebbe portato inevitabilmente l'attenzione su di sé invece che sul piatto, una forchetta nera senza riflessi avrebbe invece dato una impressione negativa e contrastante con l'atmosfera "solare" del resto della foto. Questi pensieri in realtà avvengono in "tempo reale" nel senso che ho dovuto riguardarmi la foto ora per riuscire a descriverli a parole, non è che li avevo concettualizzati al momento dello scatto. Questo è uno dei motivi per cui dicevo prima del bisogno di specializzarsi, è quello che permette di vedere cosa funziona o cosa no a colpo d'occhio.

Hai qualche consiglio e/o risorsa online che vuoi condividere con i lettori?

Con internet c'è una massa di informazioni e di risorse impressionante che alla fine uno ne è quasi sopraffatto. Il mio consiglio per chi vuole migliorare la sua fotografia, in qualunque settore, è di guardare il più possibile le foto dei "maestri", cercare di capire perché hanno scelto una certa prospettiva, cosa hanno scelto come punto di attenzione, che tipo di luce hanno usato, e non sto parlando solo di fotografi ma anche, e soprattutto, di tutte le arti visive. Se facciamo attenzione le stesse tecniche che usava un Raffaello per ritrarre le sue Madonne sono le stesse che usa oggi l'ultimo fotografo di grido di Vogue.

E per chiudere ecco "Tutto ad 1 euro", immagine che illustra molto bene i concetti spiegati da Alessandro.

Alla prossima intervista.

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