Da leccarsi le dita, un racconto per Voiello
La passione di Elga, la cucina, non vive soltanto nel suo blog ma anche nella ricerca continua delle "parole giuste" per raccontare colori, profumi e sapori legati al cibo. Le parole, poi, compongono i brevi racconti che Elga pubblica, abbinati ad una ricetta, nella rubrica che tiene per Leggere è un gusto. Questa settimana un racconto in esclusiva l'ha composto per il nostro blog. Eccolo qui di seguito, assieme alla ricetta per cucinare gli spaghetti in modo gustoso!
Stava camminando per le vie soleggiate del centro, con passo calmo e lento. Le piacevano le giornate di mercato. Colori, profumi, grida.. una mescolanza affascinante che solleticava piacevolmente quella giornata di vacanza.
Francesca passeggiava trattenendo la borsa di paglia dalla quale fuoriuscivano due filoni di pane. Si avvicinò alla bancarella dell’ortolano quando un profumo della memoria la stordì. Deliziata da quel tuffo nel passato subito le tornarono alla mente quei pomeriggi dedicati alla raccolta clandestina dei pomodori. Il loro profumo adesso, dalla bancarella, di sole e terra bagnata, la tuffò in quel campo lungo la strada provinciale dove i pomodori sembravano migliaia di coriandoli rossi gettati dal cielo per deliziare il terreno.
Era agosto, sempre nel mese di agosto durante la festa di Pentecoste, che Francesca con la mamma e la nonna materna andava a raccogliere i pomodori di nascosto. Accostavano la macchina lungo il ciglio della strada e quatte quatte, a carponi, si infilavano nel campo con fare furtivo circondate dalle piante cariche di frutti carnosi. Ed ecco la magia! Una pulita veloce nella maglietta e poi quella sensazione meravigliosa di mordere il sole che esplodeva nella bocca appena i denti affondavano voracemente in quella pellicina sottile e resistente che lasciava fuoriuscire una bomba zuccherina di semini sulla lingua. Quel sapore leggermente acidulo e dolce al tempo stesso, pensò Francesca, non lo avrebbe più ritrovato, se non nei ricordi.
Ricordava ancora il sorriso complice della mamma che la invitava a raccoglierne tanti in velocità, per la paura di essere scoperte dal contadino che faceva la ronda intorno al campo. Erano altri tempi, con altri ritmi e altre priorità. Quella giornata era una delle sue preferite, una leggera trasgressione alla vita regolare e schematica di un anno. Sedute e accovacciate all’ombra di grossi cappelli di paglia, le risa e le labbra cariche di succo e le gonne trasformate in sacchi di fortuna, le regalavano la gioia di essere figlia.
Questi momenti spensierati si trasformavano velocemente nella coccola che ci avrebbe sostenuto durante l’inverno, ovvero la passata di pomodoro. Tanti barattoli di vetro etichettati Estate 1982,1983,1984…riempiti fra pentoloni, passaverdura e schiumarole venivano confezionati fra le fresche mura della cantina illuminata a stento dai pochi raggi di sole che arrivano fin la sotto. Francesca riceveva un regalo dopo quella giornata. Alcuni pomodori venivano riservati per un altro scopo. Venivano aperti, leggermente scavati e imbottiti con pane, aglio, formaggio e prezzemolo.
Da leccarsi le dita. Una delizia che oggi Francesca ha deciso di preparare ai suoi figli per pranzo.
Un regalo che si tramanda nelle generazioni servito su una tavola vecchia di trent’anni.
Spaghetti ai pomodorini ripieni
Ingredienti per 4 persone:
360 gr di spaghetti
500 gr di pomodorini ciliegini
2 pugni di pangrattato
1 pugno di Parmigiano Reggiano grattugiato
prezzemolo
1 spicchio di aglio
sale
origano
olio extravergine di oliva
1 bicchiere di passata di pomodoro

Lavare e tagliare per la metà i pomodorini cercando di privarli leggermente e non del tutto della loro polpa. Lasciarli sgocciolare capovolti su un canovaccio. In una terrina mescolare il pane grattugiato, il Parmigiano, il sale, l’aglio e due cucchiai di olio. Farcire con questo composto i pomodorini. In una larga padella mettere a scaldare 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e origano.
Sistemare i pomodori con la parte farcita verso l’alto, coprire e lasciare cuocere a fiamma dolce per un quarto d’ora, controllando che non si brucino. (In questo caso aggiungere un filo di acqua).
Mettere a bollire l’acqua salata e cuocervi gli spaghetti, scolandoli al dente. In una saltiera scaldare un filo d’olio, versarvi la passata e far saltare gli spaghetti, aggiungendo delicatamente anche i pomodorini farciti, tenendone alcuni da parte per decorare il piatto finito.
Servire in tavola con una bella spolverata di Parmigiano grattugiato.




Commenti
sei sempre bravissima...descrivi in ogni modo le situaizioni , foto e racconti, e sempre nel migliore dei modi...
Bel racconto elga e che buona questa pasta credo nella memoria di molte porsone!
mi sono impregnata di sapori, di profumi e di ricordi in questo tuo racconto sensibile e delicato per regalarci questa pietanza che adoro!!!!
Bravissima.
Ci hai tuffatti in un'atmosfera sconosciuta ma con sensazioni conosciute. Veramente brava!
elga io non so che dire se non che questa sarà la pasta di oggi, la pasta degli ultimi pomodori.
e che quella maglietta che si sporca di zolfo e profuma di verde ce l'ho anche io.
Bravissima :)
davvero originale il tuo modo di parlare di cucina!
:)
Grazie veramente di cuore a voi che mi avete lasciato un messaggio qui e che mia vete fatto venire la pelle d'oca, vero Enza?
Lo scrivere è un atto liberatorio per me, ma far leggere quello che scrivo mi fa diventare timidissima..
Un bacione a tutte
[...] l’autrice di Semi di Papavero che è stata nostra ospite su questo blog, ha usato gli spaghetti Voiello per una ricetta gustosissima! L’ha voluta [...]
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