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      • La parola allo chef Voiello
Torino - Il Melograno - 13 novembre 2009 E’ piccolina, esce da una fiaba e si materializza nella cucina Voiello, prova e riprova davanti alle telecamere “Ciao, io sono Giada e oggi vi cucino...”. E lo dice, più che in tono di ricetta, in tono di formula magica. La caldissima cucina l’avvolge come un bosco. Si sporge dal grande bancone per incontrare i suoi ingredienti. "Ciao cari asparagini, mi aiutate a fare questa ricetta?" E li coglie come fiori. Da dove si è ispirata per la ricetta “trenette asparagi e menta”? Nell’orto della sua casa di Moriondo Torinese ha visto una bella menta, e aveva gli asparagi da preparare, così... Dosa l’olio al milligrammo Giada, dall’ampolla di vetro come in una pozione. Sceglie le “foglioline” di menta. Quando le si dice che è stata selezionata tra i tanti, grazie alla sua ricetta, esce un attimo dal suo mondo, si illumina e diventa rossa. Roberto, l’aiutante chef Voiello e padrino dei neo chef del piacere, resta quasi in disparte, la lascia con la sua speciale atmosfera. Con le forbici sminuzza l’erba cipollina in piccoli coriandoli che si sollevano in un vortice e luccicando prendono il volo... Giada è silenziosa, non c’è da ridere, che la pozione è cosa seria. La fatina si sta laureando in matematica... Per questo è tanto attenta e minuziosa? O i numeri sono solo un altro mondo in cui si esercita nella sua magia? E’ memole il nome mio, folletto sono io, in una foresta sto e molti amici ho... E come impiatta un folletto matematico? Paracalùbadabumtatù! Tuute le foto di Giada sono su Flickr. Adriana, scortata da 2 figli grandi adolescenti molto hip hop, è il generale della serata e loro “le mie bodyguard”. La sua determinazione l’ha portata da noi. Adriana vede nella ricetta "Paccheri alla trevisana fumé" quello che si è conquistata: cuoca nella mensa dei vigili del fuoco, ha cominciato come lavapiatti e ha ficcato il naso fra le ricette finchè non è stata messa ai fornelli. Grande! Bum bum bum, donna d’azione si muove con forza e senza esitazioni. Cucina anche a casa? “Arrivo distrutta e mi arrangio con un panino o con quello che ho in freezer”. Risultato? Il figlio grande è già cuoco, il piccolo apprendista. E’ il momento della cipolla che in realtà è già tagliata, ma per resa scenica le chiediamo “dai tagliala tu almeno un po'!”, “Uff ma non l’hanno già tagliata? Io non c’ho voglia”, “Su dai tagliala!” Azione! “Mettiamo questa cipolla CHE E’ GIA’ TAGLIATA, nella nostra pentola…” C’erano dubbi su chi avrebbe vinto? Tosta Adriana, me la sto immaginando nella caserma dei pompieri intanto che sala l’acqua e toh, la fiamma del fornello si spegne, e non sarà la prima volta nel corso della ricetta. La cucina di Voiello è un luogo dove attorno al cibo succedono cose, tutte da vivere. Tutte le foto di Adriana sono su Flickr. Io pensavo di essere nella cucina Voiello, invece incontro la famiglia del Mulino Bianco d’un tempo. Quella che oggi non si trova mica più. Finchè non arriva Barbara, giovane, magra, brillante. I bambini? Due angiolette bionde. Marito? Sorridente e adorante. Suocera? Dolce, in disparte, premurosa. Ho già la carie, ma sono anche simpatici quindi mi arrendo conservando il cinismo per un’occasione più consona. Sono una pettegola. Fatto sta che Barbara e la sua impeccabile frangiona rossa che irrompe dal cappello tirato indietro stile gnomo, raccontano la sua ricetta come se raccontassero una fiaba alle sue figlie. E non perde un colpo. Racconta di quanto ami inventare e “pacioccare col cibo” arricciando il naso e guardando la bimba alla quale leggo negli occhi “Madonna che emozione, mamma parla di me, chissà se dirà che la aiuto sempre sempre a fare la pizza”, come mi ha confessato poco prima. E immersa nella famiglia delle pubblicità vedo nascere le “tofe ai broccoli”, fatte con amoooooooooore... Tutte le foto di Barbara sono su Flickr. Andrea: ci voleva un ingegnere elettronico per progettare 5 portate camuffate da primo piatto: la "crema di borlotti con gamberoni lardellati”... Ma con un’eleganza e una nonchalance proprio impeccabili. Alto, biondo, carino, perfetto. Ma cucinerà sempre così? Mi scappa detto “io peserei già 100 chili”. Si gira una bellissima moglie dagli occhi languidi con una pancia al settimo mese: “guarda un po’ quanto ho messo su io!”. Naturale che per la buona riuscita di un simile prodigio culinario, il linguaggio debba essere all’altezza dell’operazione ingegneristica. Quindi noi NON puliamo i gamberoni, noi “togliamo la parte coriacea e lasciamo solo quella terminale per rendere più agevole la fase di decoro”. Ma quanto erano buoni questi gamberoni potenziati da lardo insieme alla pasta Voiello che trionfa nella crema di borlotti? Eh... Tutte le foto di Andrea sono su Flickr. Arriva nella cucina torinese di Voiello Luca, un libraio veneziano con la “r” di Marghera. Un libraio-chef, in realtà, che con la ricetta racconta il sogno di trasformare la passione in una vera professione. E il piacere e l’emozione di cucinare le trasmette in ogni gesto di chi non solo ama fare, ma ha studiato per fare. Pizzetto, occhio vispo, aria furbetta, un giovane Dalì ai fornelli guizza da una parte e dall’altra della cucina mentre nella padella si compone la tavola dei colori delle “orecchiette del libraio”.  Ai primi due salti che fa fare alla padella, il verde, il rosso, il bianco il rosa cupo si compongono. E se ci fosse chi sa leggere il fondo del tegame ci vedrebbe un grande chef... Si può fare? Non è ogni pentola un quadro di armonia nelle forme e nei colori? Forse giovedì, nella tappa di Roma incontrerò qualcuno che me lo può raccontare. Tutte le foto di Luca sono su Flickr.
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Commenti

Federica
il 20 Novembre, 2009 alle 11:36 ha scritto:

ma che belle favole... è proprio vero che anche le cose di tutti i giorni possono essere magiche, basta guardarle con gli occhi giusti!

Anna
il 18 Novembre, 2009 alle 12:01 ha scritto:

grazie marco, zaino pronto per raggiungere i miei amici chef di roma... e poi di napoli... ci sentiamo da lì!

vagabondAnna

Marco G
il 18 Novembre, 2009 alle 00:19 ha scritto:

le ricette di torino erano tutte davvero delizose! ma la cosa più piacevole era vedere la passione, la cura ed anche la simpatia nelle loro preparazioni, che anna ci ha ben descritto per farci sentire il bel clima della cucina bomboniera al Melograno.

Ed il tour continua, giro in giro per lo stivale; buon viaggio anna amica degli chef...

Anna
il 17 Novembre, 2009 alle 13:56 ha scritto:

Cara pippi, sai che la chiacchiera di Voiello mi piace un sacco come idea? Ma quante parole girano intorno al cibo?! Bella pensata! Ci riaggiorniamo...

Carolina
il 16 Novembre, 2009 alle 21:17 ha scritto:

W il folletto Giada!

paola
il 16 Novembre, 2009 alle 21:16 ha scritto:

Una bellissima iniziativa!

Peccato non avere partecipato....ma non ne sapevo nulla accidenti!!

Bravissima Giada!!!

Fiordilatte
il 16 Novembre, 2009 alle 17:41 ha scritto:

Aspettavo questo post con ansia :-)

Serata decisamente divertente! Speriamo che la Voiello decida di svolgere altre inziative in quel di Torino.

Giada

pippi
il 16 Novembre, 2009 alle 17:13 ha scritto:

piacere vero, leggervi e immaginarsi i piatti!

se la pasta è all'altezza della letteratura, divento un fan attivo di Voiello...

(per la verità già oggi mangio quasi solo pasta Voiello :-)

ma perchè non organizzate dei ristoranti di pasta Voiello, coi menù dei cuochi "artigiani" dove si possa chiaccherare con lo stile con cui de-scrivete degli incontri?

Il piacere di essere amica degli chef a Torino | Il blog di
il 16 Novembre, 2009 alle 14:59 ha scritto:

[...] Continua a leggere il mio racconto degli Chef del piacere di Torino qui. [...]

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